domenica 16 ottobre 2011

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Disoccupazione ticinese: situazione preoccupante, futuro nero!


In settembre in Ticino il tasso di disoccupazione è ancora salito: si è passati al 4%, dal 3.9% di agosto. Attenzione però: queste cifre vanno prese con le pinze in quanto trattasi di taroccature.

Infatti dal primo aprile scorso sono in vigore i tagli all'Assicurazione contro la disoccupazione (LADI). A seguito di questi tagli, il numero dei disoccupati "ufficiali" è diminuito. Non perché chi non aveva un lavoro l'abbia trovato, ma molto più semplicemente perché chi non è più a beneficio delle indennità di disoccupazione (essendosele viste togliere anticipatamente) non figura più nelle statistiche.

Questo per dire che il numero reale dei disoccupati in Ticino è ben superiore a quello ufficiale. Le statistiche infatti, oltre ad essere state artificialmente abbellite dalla riforma LADI, non considerano tutta una serie di casistiche: chi, esaurito il termine quadro di disoccupazione, deve fare capo all'assistenza o all'AI; chi segue programmi d'inserimento professionale; chi ha perso l'impiego e si trova a carico di familiari; chi è stato messo in "stand by" in formazioni parcheggio; eccetera.

domenica 2 maggio 2010

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Disoccupati ticinesi: i frontalieri aumentano sempre! E noi cosa facciamo? Andiamo a rubare?


Permessi a go-go rilasciati alle agenzie di lavoro temporaneo.

Come volevasi dimostrare, il numero dei frontalieri continua ad aumentare ogni mese che passa. Ed infatti il numero dei permessi rilasciati sale. Tra gli importanti fruitori di questo tipo di manodopera si distinguono le agenzie di lavoro temporaneo. Il diffondersi del lavoro su chiamata va poi di pari passo con il diffondersi del precariato. Chi glielo fa fare alle ditte di assumere personale fisso? Si riduce e, per le punte produttive, si fa capo a personale ad interim, magari frontaliero. Così per tutti si allontana sempre di più l’obiettivo del lavoro fisso, quello che dà una certa sicurezza economica, ma anche sociale e psicologica. A farsi strada, una nuova situazione di provvisorietà ed insicurezza, che non ci piace per nulla: perché come si fa a pretendere che la gente lavori bene, con dedizione, se viene privata della necessaria tranquillità interiore e della possibilità di identificarsi con la propria azienda? Attenzione perché il clima di lavoro è comunque un importante fattore di scelta per l'insediamento di nuove imprese e se lo si mina alla radice... Le ultime cifre sui frontalieri assunti dalle agenzie di lavoro temporaneo segnano, come detto, ulteriori aumenti. Nel mese di gennaio del 2010 sono stati rilasciati 55 nuovi permessi, nel mese di febbraio 32, in marzo 38. Quindi, in tre mesi, 125 frontalieri in più che lavorano nelle agenzie di lavoro temporaneo. Le quali, in media, sono responsabili di circa il 18% delle nuove domande di frontalieri. Ancora una volta dunque ci troviamo a fare i conti con degli aumenti e i frontalieri navigano già attorno ai 50mila (45mila ufficiali, più il resto...). A scapito dei residenti. Chiariamo una cosa: noi non ce l’abbiamo con i frontalieri intesi come persone, che ovviamente cercano il lavoro dove lo trovano ed è naturale. Noi ce l’abbiamo con gli scriteriati che hanno spalancato il nostro mercato del lavoro, scatenando una lotta tra poveri.

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