domenica 18 marzo 2012

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Lavoro in Ticino: "Non possiamo competere con chi accetta 2'700 franchi"


LETTERA DI UNA RESIDENTE IN TICINO PUBBLICATA SUL SETTIMANALE DELLA DOMENICA "IL CAFFÈ"

Egregio Direttore, innanzitutto i lavoratori frontalieri non sono presenti solo nei posti di lavoro dove non ci sarebbe possibilità di inserire lavoratori locali ma anche ormai negli uffici e nelle banche e se questo succede, è solo per  motivi economici: costano meno. La maggior parte di queste aziende che chiuderebbe o de localizzerebbe, se togliessero loro il personale in questione, sono aziende italiane che si sono spostate qui per motivi fiscali e per evitare grane sindacali. Qui hanno trovato il Bengodi, perché  pagano meno tasse, ottengono infrastrutture e chiedono di poter usare manodopera a basso costo (che tra l'altro possono licenziare senza problemi quando necessario). Ve lo dice un'italiana che ha vissuto e lavorato in Italia per una vita: si sta svendendo il Ticino. Andate un pò a vedere quanti sono i locali impiegati dal Mendrisiotto in su. Provate ad andare a fare i colloqui di assunzione e sentite che stipendi vengono proposti. Le persone comuni che devono competere con chi accetta stipendi da 2'700 franchi non hanno chance. Sapete cosa rispondono questi datori di lavoro? "Perché dovrei

lunedì 7 novembre 2011

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Ticino: negozi chiusi il sabato alle 17:00? Tutti a casa?


FIRMA LA PETIZIONE!

Sono 20'000 i ticinesi che d'estate, ogni sabato, fanno la spesa in Ticino tra le 17:00 e le 18:30.

I commercianti ticinesi chiedono al Consiglio di Stato di poter continuare a servirli anche d'inverno.

In questo momento difficile, contribuisci a salvaguardare centinaia di posti di lavoro in Ticino.

Firma anche tu la petizione che troverai a giorni nei negozi e grandi magazzini ticinesi oppure sottoscrivi subito la petizione online, basta davvero solo un minuto e farai la cosa giusta.

Non perdere tempo, FIRMA ORA LA PETIZIONE ONLINE!

Diffondi questo messaggio a tutti i tuoi amici e conoscenti via mail o tramite i social network. GRAZIE!!! 




domenica 16 ottobre 2011

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Disoccupazione ticinese: situazione preoccupante, futuro nero!


In settembre in Ticino il tasso di disoccupazione è ancora salito: si è passati al 4%, dal 3.9% di agosto. Attenzione però: queste cifre vanno prese con le pinze in quanto trattasi di taroccature.

Infatti dal primo aprile scorso sono in vigore i tagli all'Assicurazione contro la disoccupazione (LADI). A seguito di questi tagli, il numero dei disoccupati "ufficiali" è diminuito. Non perché chi non aveva un lavoro l'abbia trovato, ma molto più semplicemente perché chi non è più a beneficio delle indennità di disoccupazione (essendosele viste togliere anticipatamente) non figura più nelle statistiche.

Questo per dire che il numero reale dei disoccupati in Ticino è ben superiore a quello ufficiale. Le statistiche infatti, oltre ad essere state artificialmente abbellite dalla riforma LADI, non considerano tutta una serie di casistiche: chi, esaurito il termine quadro di disoccupazione, deve fare capo all'assistenza o all'AI; chi segue programmi d'inserimento professionale; chi ha perso l'impiego e si trova a carico di familiari; chi è stato messo in "stand by" in formazioni parcheggio; eccetera.

domenica 2 maggio 2010

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Disoccupati ticinesi: i frontalieri aumentano sempre! E noi cosa facciamo? Andiamo a rubare?


Permessi a go-go rilasciati alle agenzie di lavoro temporaneo.

Come volevasi dimostrare, il numero dei frontalieri continua ad aumentare ogni mese che passa. Ed infatti il numero dei permessi rilasciati sale. Tra gli importanti fruitori di questo tipo di manodopera si distinguono le agenzie di lavoro temporaneo. Il diffondersi del lavoro su chiamata va poi di pari passo con il diffondersi del precariato. Chi glielo fa fare alle ditte di assumere personale fisso? Si riduce e, per le punte produttive, si fa capo a personale ad interim, magari frontaliero. Così per tutti si allontana sempre di più l’obiettivo del lavoro fisso, quello che dà una certa sicurezza economica, ma anche sociale e psicologica. A farsi strada, una nuova situazione di provvisorietà ed insicurezza, che non ci piace per nulla: perché come si fa a pretendere che la gente lavori bene, con dedizione, se viene privata della necessaria tranquillità interiore e della possibilità di identificarsi con la propria azienda? Attenzione perché il clima di lavoro è comunque un importante fattore di scelta per l'insediamento di nuove imprese e se lo si mina alla radice... Le ultime cifre sui frontalieri assunti dalle agenzie di lavoro temporaneo segnano, come detto, ulteriori aumenti. Nel mese di gennaio del 2010 sono stati rilasciati 55 nuovi permessi, nel mese di febbraio 32, in marzo 38. Quindi, in tre mesi, 125 frontalieri in più che lavorano nelle agenzie di lavoro temporaneo. Le quali, in media, sono responsabili di circa il 18% delle nuove domande di frontalieri. Ancora una volta dunque ci troviamo a fare i conti con degli aumenti e i frontalieri navigano già attorno ai 50mila (45mila ufficiali, più il resto...). A scapito dei residenti. Chiariamo una cosa: noi non ce l’abbiamo con i frontalieri intesi come persone, che ovviamente cercano il lavoro dove lo trovano ed è naturale. Noi ce l’abbiamo con gli scriteriati che hanno spalancato il nostro mercato del lavoro, scatenando una lotta tra poveri.

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