Cari amici del Blog, con l'articolo di oggi, voglio condividere con tutti voi una lettera che mi ha inviato un lettore. Un giovane cittadino italiano ha voluto raccontare la sua storia, la sua esperienza lavorativa dopo anni faticosi di studi universitari, il suo pensiero sui politici italiani e sulla situazione in quale versa l'Italia e lo Stato italiano. Per ovvi motivi l'autore di questa lettera resterà anonimo. Alcuni passaggi della storia mi hanno dato molto da pensare e vi invito a ritagliarvi qualche minuto per leggere tutto il racconto e come sempre le vostre riflessioni e pensieri sono ben accetti nei commenti a fine articolo.
Ciao,
sono un italiano, nato in Italia e ivi cresciuto per trent'anni, la mia età attuale. Un italiano in fuga, un italiano in cerca di un nuovo inizio. La mia storia è solo la mia storia, però probabilmente nella sua unicità questa storia racconta la vita di milioni di altri italiani, italiani come me.
Sono un ingegnere informatico, laureato fuori tempo come la maggior parte degli ingegneri italiani. I problemi per un laureato italiano, infatti, cominciano già durante gli studi. Mi sono trovato coinvolto nel più grande pasticcio all'italiana combinato negli ultimi anni, la laurea “nuovo ordinamento”. Forse per adeguarsi al sistema europeo (o forse per assegnare più cattedre?), come probabilmente saprete l'ordinamento degli studi è passato dall'unico blocco di cinque anni del vecchio ordinamento al nuovo e scomposto “Bachelor + Master”. Questo sistema funziona egregiamente nel resto d’Europa, ma in Italia, perlomeno quando ho iniziato l'università nel 2002, era un totale disastro; mi sono trovato ad affrontare cinquanta materie d’ingegneria in cinque anni, con programmi che non erano stati adeguati alle normative. Se, infatti, da un lato si prevedeva l'aumento delle materie, la normativa europea (mi viene da pensare) doveva prevedere anche la riduzione dei programmi per ciascuna materia ma questo in realtà non è stato fatto oppure è stato fatto in maniera molto scomposta e disorganica e così mi sono trovato ad affrontare un numero enorme di materie con programmi di studio enormi e poco tempo per studiare. Ovviamente questo ha comportato un mio ritardo, nonostante io fossi uno fra gli studenti migliori dei corsi di laurea che ho frequentato; tra le altre cose ho dovuto superare due diversi tirocini e due tesi! L'odissea dell'italiano laureato inizia da qui. L'università lunga, farraginosa e spesso non sincronizzata con il mondo del lavoro. Ho frequentato una grande e prestigiosa università del sud Italia, della Sicilia per la precisione e non credo però, da quello che sento dire, che la situazione sia molto diversa in giro.




