"TU SEI TUTTO QUELLO CHE UN UOMO DOVREBBE ESSERE"
Giacinto Facchetti, per gli amici il Cipe, aveva sul suo curriculum una sola squadra, oltre alla nazionale. L'Internazionale. A quella squadra aveva giurato fedeltà eterna, una promessa che oggi (come anche allora) risuonerebbe anacronistica. Eppure Giacinto decise di servire quei colori fino alla fine, lottando per loro anche quando le forze lo stavano ormai abbandonando. Senza mollare di un centimetro. Fece in tempo a gioire per la Super Coppa italiana, quella vinta in rimonta sulla Roma. Un trofeo che avrebbe aperto un lungo ciclo di vittorie. E ogni volta che si vinceva qualcosa il pensiero correva a lui e alla crudeltà di una malattia che ce l'aveva portato via troppo presto. Alle sue battaglie silenziose contro un sistema malato. Alla sua tenacia nel trasmettere un pensiero sportivo pulito. Al suo disprezzo per i compromessi.



